allora, io ci ho una teoria, ma é una cosa molto fantasiosa e si basa sulla tendenziale ripetitivita della storia.
Per capire cosa sto pensando, bisogna cercare di immaginarsi l'impero romano ai tempi precedenti all'Editto di costantino, cioe quel periodo in cui i cristiani erano ancora non troppo ben visti, considerati pericolosi per la compagine statale in quanto non riconoscevano la deita e indiscutibilita del potere temporale, e certamente nel corso del tempo, fra il 1° e il °3 secolo, avevano convertito tantissima gente borghese e quindi anche economicamente influente.
Tant'é che questo imperatore indìsse questo famoso Concilio a Nicea, dove assieme ai rappresentanti della religione cristiana stipula un accordo, per cui la religione di stato diventa tutt'Ad un tratto il Cristianesimo, e tutte le altre bandite o comunque non piu sostenute.
Fino ad allora c'Era un certo tradizionale accordo con i diversi culti pagani, di cui la storiografia posteriore ci dice che andavano scemando quando il cristianesimo ci si sovrappose, e su cui io preferisco distinguere fra popolazione delle citta, acculturata, aperta a tutti i possibili nuovi culti misterici orientali, e quella delle localita rurali, certamente ancora molto legata al culto delle divinita della tradizione italica, gallica, e soprattutto greca.
In particolare per quanto riguarda la religione di stato della repubblica romana (poi rimasta uguale anche nell'impero), essa era ad un certo punto molto poco seguita dalla massa delle citta, ma per esempio i giorni non lavorativi si basavano ache fino alla fine dell'Era pagana su festivita del culto romano con le sue diverse divinita. molte festivita erano legate alle stagioni ed avevano un lgame ancestrale con i riti propiziatori dei primordi dell'Era neolitica, d quando cioe le comunita avevano iniziato a vivere di agricoltura stanziale. Chi viveva nelle citta, e non aveva contatto diretto con l'Agricoltura, probabilmente non accusava gia nel 1° secolo alcun legame con le festivita ed i riti pagani, salvo che, come oggi in baviera per pasqua e pasquetta, tutti gli uffici e i negozi non lavorano. Insomma molto simile ad adesso.
Se mi immagino come andò nel concilio di Nicea, mi immagino l'imperatore romano che negozia cosi: vi faccio diventare religione di stato, pero i dogmi li precisiamo meglio in modo che vadano bene per lo stato romano. Suggeriamo che lo stato romano é LO stato cristiano, e trova nella fede la sua unita e forza.
Per quel che mi posso immaginare, lo stato romano era in grosso debito, era invaso da tutte le parti dai barbari, quindi magari era una grossa spesa in meno non dover sovvenzionare più le miriadi di luoghi di culto pagano (cioe greco-italico), ma anzi confiscarli e disporne liberamente. Infatti tanta gente pare che come noi fino a ieri si cercava il posto statale, si cercava il posto in questo o quel luogo di culto come sacerdote, ministrante, vestale, sacerdotessa, oracolo, ecc. perhce rano posti fissi, ben remunerati, ed anche di un certo prestigio.
nelle altre religioni "nuove" invece, presumo che non ci fosse - almeno fino a nicea- ,se anche non c'Era sempre clima di persecuzione, neanche nessun accordo per sovvenzioni, ed anche non ce n'Era poi bisogno, se pensiamo che i primi vescovi erano anche gente normale che lavorava, aveva magari anche moglie e figli, ed in piu aveva il compito di occuparsi della sua comunita cristiana locale, e che le chiese erano per lo piu in edifici privati o in sotterranei abusivi.
Poi con Nicea invece, Costantino si fa i conti, vede che statisticamente il cristianesimo é forte abbastanza, e puo servire quindi in tutto l'impero come da collante morale. I vescovi magari non vengono sovvenzionati subito, ma poi mi immagino che giocoforza col tempo si sono ristabiliti dei rapporti di recproca dipendenza come in italia ancora adesso, fra stato e chiesa. Quindi, mi sembra che da nicea in avanti, la chesa diventa un soggetto politico importante, come prima lo era la religione pagana, ma che non lo era piu tanto nelle citta.
Sto cercando di dire che la situazione attuale della chiesa mi ricorda molto quella del paganesimo di allora.
All'indomani di Nicea ci possiamo imaginare un numero enorme di proprieta dedicate ai culti pagani confiscate dallo stato nelle città per farne chiese cristiane. Ma non si puo mica cambiare il culto o l'opinione di milioni di cittadii romani cosi dall'oggi al domani, io presumo che piu che l violenza abbia fatto l'insozzatura della imagine finora sacra della gloriosa tradizione romana. Ci possiamo immaginare in primis tanti sacerdoti pagani accusati esattamente delle stesse cose di cui si accusa questi o quei sacerdoti - pedofilia, violenza, estremismo, incoerenza, sfruttamento dell'ignoranza della gente. Quesi messi a confronto con pii, poveri, austeri, sinceri vescovi cristiani, esempi di morale (molti fatti santi a posteriori).
tutte cose che fanno in modo che il nostro quadro generale della tarda antichita romana é quello dipinto cosi esplicitamente da un pittore francese col titolo " la roma della decadenza ".
Ma al di la di queste stereotipizzazioni, anche nella religione pagana, perlomeno in quella italica e greca, c'Erano sicuramente anche esempi di persone sinceramente religiose, devote a questo o quel dio, gente che dedicava la vita alla preghiera e alla meditazione, all'Ascetismo. certo, alcuni esempi in mezzo a molti villani materialisti e sacerdoti avidi di offerte e regalie,
beh comunque situazione non molto diversa nelle proporzioni dalla situazione attuale, forse potrebbe essere pensata addirittura come una condizione astorica, ma pensare che sia cosi cozzerebbe molto con il romanticismo di cui siamo tutti intrisi.
Nei villaggi, fuori dai grossi centri abitati, la rifornma cristiana non attecchi cosi facilmente, proprio perchè i culti nele campagne continuavano ad essere curati, e, presumo, celebrare determinati riti nelcorso dell'anno aveva anche il suo senso antro-biologico fra le comunita contadine. Alla fine la Chiesa per far fede a lsuo proposito di essere Cattolica, cioè universale, scese a compromessi con le diverse tradizioni locali, mantenendo per lo piu le medesime nei giorni in cui cadevano le festività, ma accostando a queste tradizioni una morale nuova.
E qui come (pessimo) paragone con l'odierno mi immagino una ditta internazionale che voglia aprire delle filiali di bioladen in calabria, e ha difficolta a ingranare gli affari, perche la gente é troppo legata ai prodotti locali e nessuno comprerebbe roba di altri paesi per quanto sane e buone, e allora non fa molto piu che mettere il suo marchio sui prodotti locali, pubblicizzare a tappeto il marchio, e solo cosi li vende.
Fatto sta che siccome i villaggi si chiamavano "Pagi", i cittadini "moderni"ormai convertiti e convinti nella religione cristiana, chiamavano con un certo disprezzo i concittadini esiliati nei villaggi, perche se non rimasti fedeli al culto pagano perlomeno contrari ad una nuova religione di stato, da cui "pagani". Certamente per un periodo piu o meno lungo, in certe zone ancora fino alla controriforma del xvi secolo, i culti pagani, se non una religione pagana organizzata a livello locale, continuarono ad essere praticati dopo Nicea.
Non so dire se e a che livello davvero piu che parlare di America ed Europa si dovrebbe parlare di corporazioni, di cui gli stati ufficiali sono maneggevoli strumenti (ma questo si puo presumere anche per il tardo impero, dove lo stato ufficialmente c'Era, ma il potere era frammentato fra diversi gruppi bellicosi non stanziali, di cui gli ultimi imperatori erano ostaggio, che solo dopo qualche secolo, nel 476, posero anche ufficialmente fine all'impero romano).
Comunque volevo fare anche se a torto la similitudine fra stato romano e stato europeo odierno...ma un'altra volta che ora ho sonno.
ciao!
