
Mi son trovato un pochino a pensare a Beppe Grillo, alle sue vicissitudini e alla
sua comicita'. Seguo Beppe da moltissimo tempo, diciamo "attivamente" dal 1993 circa. Quella data me la ricordo molto bene perche' in un Aprile di quell'anno conobbi, proprio ad uno spettacolo di Beppe sulle colline di Molassana (entroterra Ligure) , Sara, la mia prima ragazza. Ricordo molto bene quel momento, io avevo 17 anni, lei 14, e incredibilemente scocco' qualcosa sotto quel tendone sotto cui erano
assiepate, al massino, 300 persone. "Quel" Beppe, che poi sara' il Beppe delle due serate su Rai1 nel 1994, e in un certo senso il Beppe fino al 2000 circa, e' un Beppe Grillo che mette al centro dei suoi interventi le energie alternative, i rifiuti zero, le multinazionali e le loro porcherie. Beppe Grillo in quegli anni e' una furia che sembra non risparmiare nessun bersaglio. Ricordo bene uno spettacolo del '96 in cui Grillo mette in croce l'Unione Europea e dove snocciola con dati alla mano il nuovo stato totalitario che si sta andando a creare. Ricordo un'altro
spettacolo dove si parlava di vaccini e di Signoraggio. Insomma, dalla prima meta' degli anni novanta fino al 2000 Beppe Grillo e' una furia che si abbatte con una ferocia intrepida contro i temi piu' scottanti.
Nel 2001 circa Beppe apre il blog, e tutto cambia, anche le tematiche. Ma quante sono queste tematiche che sono state seguite da Grillo nei suoi interventi dall'inizio della sua carriera fino ad oggi? Beh, io ho evidenziato 3 periodi principali: un primo periodo in cui la comicita' di Grillo era focalizzata sul costume (Te la do io l'America, Te lo do io il Brasile), piu' interventi di vario titolo contro politicanti e ruberie che gli costeranno l'allontanamento dalla televisione intorno al 1989. Un secondo periodo,
come ho detto sopra, che potremmo farlo partire piu' o meno dal 1991/1992 in cui i temi diventano piu' di carattere economico e legati ad una economia sostenibile. Questi temi verranno piu' o meno mantenuti per tutti gli anni novanta (si ricordi il mitico spettacolo del 1996 in cui Beppe invita il falegname Svizzero a mostrare il suo furgoncino ad idrogeno). Ed alla fine un terzo periodo, che inizia piu' o meno nel 2001, in cui Beppe con l'apertura di un blog inaugura anche una nuova stagione in cui sono presi di mira i politici e le loro azioni, fino all'entrata in politica del comico stesso con le liste civiche.
Da piu' parti si sono sentite avanzare domande come "ma chi c'e' dietro Beppe Grillo?" Io non so sinceramente chi ci sia dietro Beppe e se effettivamente ci sia qualcuno. Pero' vale la pena ricordare che che questa domanda
un suo senso lo avrebbe avuto se riferita alla prima fase della carriera del comico. Infatti in quegli anni gli skatch di Beppe sono scritti da due geni della comicita' televisiva e scritta che sono Antonio Ricci e Stefano Benni. Antonio Ricci in una intervista dichiarera' : "Beppe venne da me -all'inizio della sua carriera, dopo i primi skatch in TV- e mi disse che aveva finito il repertorio, e che se non lo aiutavo io era rovinato. Io ho mollato l'insegnamento e mi sono consegnato anima e corpo a Beppe". In un secondo momento vediamo che Ricci e' poi sostituito da Stefano Benni, forse uno dei piu' fini intellettuali e satiri Italiani viventi. Quindi, almeno fino alla fine degli anni ottanta, potremmo dire senza ombra di smentita che
"dietro Beppe Grillo" c'erano due delle piu' fini menti italiane nel campo della comicita' e cioe' Antonio Ricci e Stefano Benni. Questo senza nulla togliere alla nataurale e genuina rabbia di Grillo nell'indigrarsi di fronte a ingiustizie e sopprusi. "Chi c'e' dietro Beppe Grillo oggi"? Io non so se questa domanda abbia una risposta.
Fatto sta che in un suo post di alcuni anni fa Grillo (non ricordo piu' quale) ammise che prima di postare i suoi commenti li spedisce ad un certo Gianroberto Casareggio (anche editore del sito di Grillo) e si consulta con lui prima di postare ogni cosa. Insomma, che i post su beppegrillo.it siano tutta opera di Beppe forse c'e' di che dubitare. Il problema e' capire in che forma questo avviene. Ma e' un aspetto che andrebbe approfondito.
Da questo punto di vista sarebbe interessante studiare Grillo come anticipatore dei tempi e delle tendenze. Per esempio la seconda era di Grillo anticipa nei fatti di 4 o 5 anni la grande ondata di proteste contro la globalizzazione dei mercati. Ricordo molto bene quel periodo, fiorivano come funghi libri contro il WTO, contro la banca centrale europea, il fondo monetario internazione, i libri di Naomi Klein andavano a ruba
(vi ricordate "NO LOGO"?). Insomma Beppe, per un suo fiuto da vero intenditore (o sotto consiglio altrui?) ha anticipato una tendenza che sarebbe scoppiata 4 o 5 anni dopo. Questo gli ha permesso di cavalcare in pieno l'ondata no-global della meta' degli anni novanta. Conviene a questo punto ricordare allora il passaggio dalla seconda alla terza fase di Grillo, in cui Beppe si affaccia sul mondo del Web, apre un blog (in quegli anni i blog manco si sapeva cos'erano) e dal suo balcone virtuale inizia una crociata contro i politici e i loro vizi. Anche li, dopo 4 o 5 anni, il mondo dei blog esplode e Grillo sara' in prima linea e cavalchera' da protagonista questa nuova era. C'e' da dire che fino a prova contraria questo e' stato frutto del naso fino di Beppe, pero' c'e' chi dice che a pensar male si ha sempre ragione. Se proprio uno volesse pensar male, per esempio si potrebbe ricordare lo spettacolo del 1998 che finisce con un computer distrutto a martellate da Beppe Grillo. Cosa fara' cambiare cosi' radicalmente le idee riguardo la tecnologia a Grillo?
Un'altro aspetto (forse questo un pochino piu' soggettivo) ma in un qualche modo collegato a possibili "influenze esterne" all'attivita' di Beppe Grillo riguarda per esempio (sucsate la malignita') la sua reale capacita' di capire di cosa sta effettivamente parlando. A riguardo vorrei citare due esempi piuttosto eclatanti. Il primo riguarda un piccolo skatch sulla connessione di un politico con la P2 che Benni scrisse sotto forma di teorema matematico per Beppe. In una intervista Benni dichiaro' che a Beppe questo sketch proprio non entrava in testa, che non riusciva
a ricordarselo. Il video dello sketch mostra un Beppe che annaspa un pochino ma che alla fine riesce a concludere lo sketch con successo. Il secondo esempio e' piu' vicino ai nostri tempi e riguarda il caso Parmalat. Nel video (anche da Beppe molto citato) a riprova che lui gli scandali li sa prevedere, si sente Grillo dire "La Parmalat aveva tanti debiti quanti crediti ... in una societa' normale una ditta cosi' avrebbe gia' chiuso" Ma come e' stato fatto notare il problema della Parmalat non era che aveva tanti debiti quanti crediti ma che aveva delle voragini di debiti nascoste. Il fatto e' che Beppe,anche in successive dichiarazioni (anche in tribunale) sosterra' sempre questa sua versione senza senso, e senza che nessuno lo contraddica. L'impressione che mi ha dato, purtroppo, e' che spesso lui non si renda perfettamente conto di quel che sostiene. Questo fa nascere la domanda: ma chi ha informato Grillo? Come e' possibile che Grillo faccia scoppiare uno scandalo che lui stesso non comprende? Questi son aspetti che andrebbero approfonditi.
L'ultimo aspetto riguardo Beppe Grillo e' del tutto soggettiva e riguarda piu' comportamenti appresi attraverso rotocalchi che potrebbero essere piu' relegati nel "gossip" ma che in un certo senso ci danno informazioni sulla persona Grillo. Nella prima fase, quella della satira di costume e politica (indirizzata sopratutto contro il PSI) i rotocalchi ci descrivono un Grillo avido di compensi sempre piu' alti e ultra miliorani, che non disprezza certo quella vita "consumistica" contro cui si battera' nella seconda fase della sua carriera. Mi ricordo, e questa e' una mia vicenda personale, che una volta nel treno per venire a Monaco incontrai un cuoco che mi disse di lavorare in Germania e che in gioventu' lavoro' a Santa Margherita. Mi disse che una notte (forse verso le 2 o 3?) in direzione di chiusura del locale arrivo' un Beppe Grillo su una Ferrari (testarossa?) che in molto arrogantemente pretese di essere servito nonostante il locale fosse in chiusura. Nella seconda fase abbiamo un Beppe che lascera' il modo dei lustrini e delle Ferrari per passare alle auto ad idrogeno. Ma e' anche un Beppe inavvicinabile. Io questo me lo ricordo molto bene per tutte le volte in cui ho cercato di incontrarlo (inutilmente) durante quegli anni. Ricordo anche un video quasi surrealistico che vidi una volta in TV, con un Pieraccioni che per incontrare Beppe (cosa impossibile all'epoca) va sotto casa sua con un megafono invitandolo ad uscire dalla sua tana ... All'epoca Beppe lo si poteva vedere nei suoi tour (che faceva una volta l'anno) punto e a capo. Nella terza fase della carriera, il Beppe che stiamo vivendo oggi, Grillo e' praticamente ovunque, sui giornali , per la strada, tra la gente, meet-up. L'immagine che da e' di una persona che ha sempre vissuto tra la gente, alla mano, quando invece per decenni e' rimasto arroccato nella sua bella villa a Sant'Ilario concedendosi poco o niente alle telecamere e alle interviste.
A questo punto mi vien da chiedere: chi e' Grillo? Quale sara' la sua "quarta fase"?
A volte penso a tutte le persone, sopratutto dei meet-up che gli vanno dietro ciecamente, come se fosse un messia. In un certo senso io sostengo pure questi ragazzi perche' penso che questi movimenti siano alla base della democrazia
partecipativa, pero' mi viene anche un po' di tristezza per loro pensando a quando Beppe subira' il quarto mutamento, quando cambiera' nuovamente (in modo natuale, o indotto da terzi ... ) le sue tematiche, per puntare la sua ironia (anche quella ormai molto levigata nel tempo) su altri temi, lasciandosi indietro molti orfani delle sue battaglie.
Scrivo tutto questo non "contro" Beppe Grillo, perche' e' un mio mito. Pero' devo dire che una analisi ragionata e razionale del materiale che ho raccolto in questi circa 17 anni in cui seguo assiduamente quello che secondo me e' un mito, mi ha indotto questi ragionamenti che spero aiutino anche altri ad inquadrare in modo piu' critico quello che e' sicuramente e' stato uno dei piu' formidabili castigatori di potenti a cui l'Itaia abbia dato i natali.