giovedì 15 aprile 2010
proposta
sentite, non sarebbe meglio impostare che i commenti si vedono insieme con il testo principale. perhce spesso i commenti sono il vero sviluppo di u discorso, mentrei lpost in se é solo una domanda, un video o una proposta...
prosieguo discussione Post 08-apr-2010
Beh ma l'hai gia capito anche tu per primo prendendo grillo ad esempio, che quando si ci mette a fare politica (che si tratti di quella parlamentare o anche quella extraparlamentare) a livello nazionale (quindi dover mantenere per se il sostegno di milioni di persone-quando l'elettorato ne é composto da DECINE DI MILIONI) qualcosa di un tantino furbesco bisogna arrangiarselo.
So che suono gia come uno che dante metterebbe subito fra gli ignavi, col mio disprezzo della politica propriamente detta... ma, l'ho gia ripetuto altre volte, la dimensione nazionale o internazionale della politica é giocoforza portatrice di ingiustizia, neanche un sant'uomo potrebbe rimanere puro una volta entrato nelle alte sfere del potere. a livello di comune, o come dici tu, di villaggio auto producente beni primari, tendenzialmente il sindaco é davvero il piu saggio e giusto della comunita, e si comporta bene fra la perscrutabile cerchia dei suoi concittadini, fintantoche non ha abbastanza sfera privata e potere da potersi permettere di isolarsi dalla sua comunita, circondarsi di guardie personali, e fare il cacchio che gli pare, cioe se é continuamente tenuto a rispondere di quello che fa.
Questo bene inteso, non accade nemmeno qui a casa da me, dove i tipi dell'ammnistrazione si barricano abilmente dietro le scartoffie e nessuno sa se e quanto ci rubano senza che si venga sapere, ma se mi gira posso sempre entrare nel loro ufficio con un manganello e spaccare tutto. invece al quirinale non ti ci fanno neanche avvicinare, prima di arrivare al "capo" c'é una fila di altre persone da scavalcare. Se tu sedessi in u ufficio investito di un'alta carica, e fossi continuamente incitato a firmare fogli e delibere per faccende di portata nazionale, anche te presto perderesti i contatto con le persone fisiche normali che ti vivono attorno, vedresti un mendicante per strada e non penseresti neanche piu niente al riguardo, ne conpassione ne disprezzo, tanto preso dal cuneo in cui ti trovi, di accontentare -ma non troppo- i tuoi clientes-vassalli e contemporaneamente obbedire ai tuoi finanziatori.
SE vivessimo in un sistema politico piu framentato, come quello dei comuni italiani del medioevo, in lotta fra loro o uniti contro l'imperatore germanico, il sindaco sarebbe magari anche quello che volente o nolente é tenuto a difendere -se necessario di persona- quei 3-4 mila concittadini, che magari conosce tuttti o quasi personalmente, e se fa patti trafitori vendendosi all'entita sovramunicipale (imperatore, papa o qualunque altro) viene deposto, o assassinato. D'altra parte, se guardiamo nella storia remota, ci accorgiamo che nelle situazioni municipali le violenze fra comunita vicine erano all'ordine del giorno, cosa che in effetti oggi non avviene piu (una guerra fra pisani e fiorentini, campanilismo a parte, é oggi poco probabile) mentr in compenso la violenza si é trasferita in ambito strettamente militare, e per lo piu al di fuori della grande comunita nazionale (guerre extracontinentali atte ad accaparrarsi o spartirsi risorse che permettano al cittadino della nazione evoluta di non avere motivi per azzanare il vicino per togliergli il pane).
insomma, il problema non sono gli uomini, ma il sistema nazionale...sto leggendo in questi giorni un libro del liceo di critica storica. a visione pressoche univoca della storia italiana ed europea é -parliamo di un libro scolastico degli anni 80, chissa oggi- : la romanitá, i comuni medievali, i normanni, il sacro stato della chiesa, tutti questi enti passati della storia sono stati funzionali ad un'voluzione positiva che ha portato da uno stato di barbarie e frazionamento allo stato ideale, democratico e gaudente di benessere, cioe lo stato nazionale unitario in cui viviamo (o vivevamo finora). Il cambiamento fondamentale però, sempre ammesso che ci sia davvero un maggiore benessere ora rispetto a ieri (decine di milioni di psicofarmaci consumati annualmente in italia mi provocano dei seri dubbi) a mio aviso é che se prima si ci ammazzava pisani contro fiorentini, ora si e spostato il centro del sopruso fra lontani popoli disgraziati, incitati alla guerra fratricida (come in fondo ai tempi di dante facevano papato e imperatore con i comuni toscani), la violenza é la stessa, ma non si vede.
Tutto quell che ho appena scritto evidenzia dei paradossi, il piu evdente é che il politico si sporca sempre e comunque le mani, se politico di piccola comunita mantenendosi in equilibrio con le comunita confinanti, se politico di un grande stato ordinando in contrade lontane azioni militari deplorevoli, ma necessarie all'esistenza di uno stato nazionale che per rimanere piu o meno coeso ha bisogno di immense risorse.
Il fatto di denunciare nel soggetto politico quello che non e puro e cristallino é certamente d'uopo, se si pensa che sia giusto farlo. é daltronde tremendamente noioso rimanere arroccato sul proprio -mio- cinismo e diffondere la verità che qualunque persona nella lott a per il potere decisionale su un grosso sistema giunge ad un punto di non ritorno, imbrigliato nei suoi obblighi, perdendo il movent einiziale. se tutti pensassero come me, la civilta morirebbe domani paradossalmente civilta significa anche lotta, morte e distruzione, deposizione di duci tramite affermazione di altri duci, e qualora non fosse cosi, la civilta non sarebbe piu come la intendiamo noi oggi, in quanto che i periodi di grande frazionamento territoriale sono nella nostra esperienza i "secoli bui", il "selvaggio far west del medioevo" e simili visioni storiche accreditate oggi.
So che suono gia come uno che dante metterebbe subito fra gli ignavi, col mio disprezzo della politica propriamente detta... ma, l'ho gia ripetuto altre volte, la dimensione nazionale o internazionale della politica é giocoforza portatrice di ingiustizia, neanche un sant'uomo potrebbe rimanere puro una volta entrato nelle alte sfere del potere. a livello di comune, o come dici tu, di villaggio auto producente beni primari, tendenzialmente il sindaco é davvero il piu saggio e giusto della comunita, e si comporta bene fra la perscrutabile cerchia dei suoi concittadini, fintantoche non ha abbastanza sfera privata e potere da potersi permettere di isolarsi dalla sua comunita, circondarsi di guardie personali, e fare il cacchio che gli pare, cioe se é continuamente tenuto a rispondere di quello che fa.
Questo bene inteso, non accade nemmeno qui a casa da me, dove i tipi dell'ammnistrazione si barricano abilmente dietro le scartoffie e nessuno sa se e quanto ci rubano senza che si venga sapere, ma se mi gira posso sempre entrare nel loro ufficio con un manganello e spaccare tutto. invece al quirinale non ti ci fanno neanche avvicinare, prima di arrivare al "capo" c'é una fila di altre persone da scavalcare. Se tu sedessi in u ufficio investito di un'alta carica, e fossi continuamente incitato a firmare fogli e delibere per faccende di portata nazionale, anche te presto perderesti i contatto con le persone fisiche normali che ti vivono attorno, vedresti un mendicante per strada e non penseresti neanche piu niente al riguardo, ne conpassione ne disprezzo, tanto preso dal cuneo in cui ti trovi, di accontentare -ma non troppo- i tuoi clientes-vassalli e contemporaneamente obbedire ai tuoi finanziatori.
SE vivessimo in un sistema politico piu framentato, come quello dei comuni italiani del medioevo, in lotta fra loro o uniti contro l'imperatore germanico, il sindaco sarebbe magari anche quello che volente o nolente é tenuto a difendere -se necessario di persona- quei 3-4 mila concittadini, che magari conosce tuttti o quasi personalmente, e se fa patti trafitori vendendosi all'entita sovramunicipale (imperatore, papa o qualunque altro) viene deposto, o assassinato. D'altra parte, se guardiamo nella storia remota, ci accorgiamo che nelle situazioni municipali le violenze fra comunita vicine erano all'ordine del giorno, cosa che in effetti oggi non avviene piu (una guerra fra pisani e fiorentini, campanilismo a parte, é oggi poco probabile) mentr in compenso la violenza si é trasferita in ambito strettamente militare, e per lo piu al di fuori della grande comunita nazionale (guerre extracontinentali atte ad accaparrarsi o spartirsi risorse che permettano al cittadino della nazione evoluta di non avere motivi per azzanare il vicino per togliergli il pane).
insomma, il problema non sono gli uomini, ma il sistema nazionale...sto leggendo in questi giorni un libro del liceo di critica storica. a visione pressoche univoca della storia italiana ed europea é -parliamo di un libro scolastico degli anni 80, chissa oggi- : la romanitá, i comuni medievali, i normanni, il sacro stato della chiesa, tutti questi enti passati della storia sono stati funzionali ad un'voluzione positiva che ha portato da uno stato di barbarie e frazionamento allo stato ideale, democratico e gaudente di benessere, cioe lo stato nazionale unitario in cui viviamo (o vivevamo finora). Il cambiamento fondamentale però, sempre ammesso che ci sia davvero un maggiore benessere ora rispetto a ieri (decine di milioni di psicofarmaci consumati annualmente in italia mi provocano dei seri dubbi) a mio aviso é che se prima si ci ammazzava pisani contro fiorentini, ora si e spostato il centro del sopruso fra lontani popoli disgraziati, incitati alla guerra fratricida (come in fondo ai tempi di dante facevano papato e imperatore con i comuni toscani), la violenza é la stessa, ma non si vede.
Tutto quell che ho appena scritto evidenzia dei paradossi, il piu evdente é che il politico si sporca sempre e comunque le mani, se politico di piccola comunita mantenendosi in equilibrio con le comunita confinanti, se politico di un grande stato ordinando in contrade lontane azioni militari deplorevoli, ma necessarie all'esistenza di uno stato nazionale che per rimanere piu o meno coeso ha bisogno di immense risorse.
Il fatto di denunciare nel soggetto politico quello che non e puro e cristallino é certamente d'uopo, se si pensa che sia giusto farlo. é daltronde tremendamente noioso rimanere arroccato sul proprio -mio- cinismo e diffondere la verità che qualunque persona nella lott a per il potere decisionale su un grosso sistema giunge ad un punto di non ritorno, imbrigliato nei suoi obblighi, perdendo il movent einiziale. se tutti pensassero come me, la civilta morirebbe domani paradossalmente civilta significa anche lotta, morte e distruzione, deposizione di duci tramite affermazione di altri duci, e qualora non fosse cosi, la civilta non sarebbe piu come la intendiamo noi oggi, in quanto che i periodi di grande frazionamento territoriale sono nella nostra esperienza i "secoli bui", il "selvaggio far west del medioevo" e simili visioni storiche accreditate oggi.
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