Ringrazio l'illustre filosofo Capodanno per avermi portato a questi pensieri rivelatori, e ringrazio l'illustre commentatore nonchè motore di questo blog per aver preso sul serio la mia formulazione, che é la seguente:
"se il relativismo è subìto, è anticamera di apatia e depressione (dovuta alla inazione).
ma se è attivo, allora è la condizione felice propria del filosofo.
il filosofo difatti quando è oggetto di storiografia viene visto applicarsi moralmente o comunque non relativisticamente nel contesto storico immanente, ma per se stesso si diletta e diletta i suoi interlocutori, anche se formula proposizioni militanti.
Relativismo felice per sè stesso, moralismo felice per il grosso della massa passiva."
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Ercolino commenta citando le mie formulazioni:
RispondiElimina[..il filosofo difatti quando è oggetto di storiografia ...]
storiografia --> studio di eventi e accadimenti del passato e loro interpretazione. Sei sicuro
di aver usato la parola nel modo corretto?
[..viene visto applicarsi moralmente o comunque non relativisticamente ...]
moralmente --> comportamento conforme alla morale
relativismo --> posizione filosofica che nega l'esistenza di verita' assolute / mette in dubbio la possiblita'
di arrivare ad una loro definizione ultima
"moralmente" e "non-relativisticamente" non sono sinonimi ...
[..nel contesto storico immanente, ma per se stesso si diletta e diletta i suoi interlocutori, anche se formula proposizioni militanti. ..]
L'immanenza e' un concetto filosofico piuttosto complicato. Non so se ha senso parlare di
"contesto storico immanente"
[..Relativismo felice per sè stesso, moralismo felice per il grosso della massa passiva..]
"Moralismo" non va confuso con "Moralmente". Moralista e' colui che giudica secondo il metro della
morale.
Capodanno scrive:
RispondiElimina"l'immanenza del contesto storico è ciò che rende il filosofo attivo. In effetti l'uomo che è perso nella storia è perso nell' inazione"